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Birra doppio malto: sfatiamo un mito(o una leggenda) degli appassionati di birra

Pubblicato il 21.09.2023

Birra doppio malto: sfatiamo un mito(o una leggenda) degli appassionati di birra

Nel vasto mondo della birra, la denominazione "Doppio Malto" è spesso fonte di confusione e fraintendimenti. Molte persone si chiedono se questo termine indichi una maggiore quantità di malto o una gradazione alcolica più elevata.

In questo articolo, sveleremo la verità sulla birra doppio malto, analizzando la sua origine, il suo significato e la sua presenza nel panorama birrario italiano.



La Birra Doppio Malto: Un'Invenzione Italiana


Per cominciare, è importante sottolineare che la birra doppio malto è un concetto unico all'Italia. A livello internazionale, non esiste una categoria standardizzata di birre "doppio malto". Questo termine è una creazione del legislatore italiano e ha radici nella legislazione del paese.



L'origine della birra doppio malto risale al 16 agosto 1962, quando venne introdotta nella legge italiana n. 1354, conosciuta anche come "Disciplina igienica della produzione e del commercio della birra". Questa legge ha lo scopo di regolamentare la produzione e la commercializzazione della birra in Italia, compresi i dettagli relativi alle sue caratteristiche e alla tassazione.



Cosa Significa "Doppio Malto" nella Legge Italiana?


La legge italiana definisce la birra doppio malto in base a due principali parametri: il grado plato e il titolo alcolometrico volumico. Il grado plato è una misura della densità dello zucchero nel mosto prima della fermentazione, mentre il titolo alcolometrico volumico indica la percentuale di alcol presente nella birra.



Una birra doppio malto, secondo la legge italiana, ha un titolo alcolometrico volumico superiore al 3,5% e un grado plato maggiore di 14,5. Questi criteri sono utilizzati per classificare la birra come "doppio malto" in base a motivi di tassazione e regolamentazione.



Ma Cosa Significa "Doppio Malto" in Pratica?


La designazione "doppio malto" in un'etichetta di birra non fornisce informazioni dettagliate sul suo colore, sapore o grado alcolico effettivo. In altre parole, non è possibile determinare la natura esatta della birra semplicemente basandosi sulla denominazione "doppio malto".



Questo fatto ha spesso portato a fraintendimenti e confusione tra i consumatori, sia in Italia che all'estero. Ad esempio, potreste trovare una birra con la scritta "doppio malto" sull'etichetta che ha un grado alcolico relativamente basso, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare.



L'Assenza di Standard Internazionali


Una delle ragioni per cui il termine "doppio malto" è così fuorviante è l'assenza di standard internazionali per questa denominazione. In molti altri paesi, le birre sono classificate in base a parametri diversi, come il colore, lo stile o il contenuto alcolico effettivo, senza ricorrere a termini come "doppio malto". Ad esempio, in Belgio, le birre vengono suddivise in categorie come Cat. S, I, II, III, ma raramente sentirete qualcuno chiedere una "Cat. III" in un bar belga.



La Realtà dietro la Birra Doppio Malto


In conclusione, la birra doppio malto è un concetto unico e specifico all'Italia, definito dalla legislazione italiana per scopi di regolamentazione e tassazione. Tuttavia, questa designazione non offre dettagli significativi sulla birra in sé, come il suo sapore o il suo grado alcolico effettivo. Pertanto, quando si incontra una birra con la scritta "doppio malto", è importante fare riferimento alle informazioni sull'etichetta, come il contenuto alcolico, il colore e la descrizione dello stile, per ottenere una comprensione completa di ciò che si sta per gustare.



Per quanto possa essere una creazione legale, il concetto di birra doppio malto rimane un mistero per molti, e la sua interpretazione varia ampiamente tra gli intenditori di birra. Quindi, la prossima volta che vi troverete a chiedere una birra in Italia o all'estero, tenete presente che il termine "doppio malto" potrebbe essere più complicato di quanto sembri a prima vista. La chiave per apprezzare davvero una birra rimane nella sua degustazione e nell'esplorazione dei suoi veri aromi e caratteristiche.



E la Birra Triplo malto?


Se la birra "doppio malto" può già generare confusione, l'espressione "triplo malto" sembra sollevare ancora più dubbi e fraintendimenti. Tuttavia, è importante chiarire che, diversamente da quanto si potrebbe pensare, il termine "triplo malto" non è correlato alle birre Tripel, che hanno caratteristiche specifiche e ben definite. In questo articolo, esploreremo il concetto della birra "triplo malto" e metteremo in luce le sue interpretazioni e realtà.



Cosa Significa "Triplo Malto"?


L'espressione "triplo malto" è spesso utilizzata in modo errato per descrivere una birra con un grado alcolico superiore a otto gradi. Tuttavia, è importante sottolineare che questa interpretazione è fuorviante e non riflette accuratamente le caratteristiche della birra. La denominazione "triplo malto" non è una classificazione ufficiale riconosciuta a livello internazionale e non segue standard specifici per lo stile birrario.



Birre con Grado Alcolico Elevato


Molte birre con una gradazione alcolica superiore a otto gradi possono essere incredibilmente complesse e ricche di sapore, ma il loro carattere e il loro stile possono variare notevolmente. Non è possibile definire una birra come "triplo malto" basandosi esclusivamente sul suo grado alcolico, poiché questo parametro da solo non offre una visione completa del profilo gustativo della birra.



Le Birre Tripel: Un Concetto Diverso


Le birre Tripel, invece, rappresentano uno stile birrario ben definito e specifico, spesso associato alle birre trappiste belghe. Queste birre sono caratterizzate da un sapore complesso, un profilo alcolico più elevato e un bilanciamento tra dolcezza e amarezza. Tuttavia, è importante notare che il termine "Tripel" non è collegato direttamente alla quantità di malto utilizzato o al grado alcolico, ma si riferisce a una tradizione e uno stile specifici di birrificazione.

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